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La musica e i modelli di business

Cisco entra a gambe unite nel mondo della musica. Lo fa con “Eos, un nuovo servizio di software che permette di creare siti con contenuti musicali e video e social networking”. Intanto, gli olandesi (ma neanche troppo) di Business Models Inc realizzano un bellissimo studio sulle nuove modalità per rendere profittevole la creazione di musica. 

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Il fatto è che lo Stato, e le istituzioni, vengono incarnati da personaggi dei quali conosciamo tutto, e dai quali subiamo tutto. Lo Stato diventa cioè Potere. E per il potere ho un’allergia profonda e irresistibile. M’inchino al Parlamento, ma quando lo vedo in carne e ossa avverto la tentazione di contestarne i riti farraginosi, i dibattiti vuoti, il linguaggio nobile che nasconde meschini interessi di bottega politica […] Sono un anarchico - indico dei punti di riferimento, senza volermi in essi identificare - alla Prezzolini o alla Longanesi. Che è un modo difficile, ingrato, in qualche modo contraddittorio di esserlo”.
— Indro Montanelli, 3 luglio 1991
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Malpensa dà l’impressione che tutti gli scarti della ricostruzione della Germania est - tutto ciò di cui c’era bisogno per cancellare le privazioni del comunismo - siano stati accumulati sul luogo in gran fretta seguendo un progetto vagamente rettangolare per formare una pasticciata sequenza di spazi deformati e inadeguati, apparentemente voluti dai governanti dell’Europa estorcendo una quantità illimitata di euro dai fondi regionali della Comunità per causare infiniti ritardi ai suoi turlupinati contribuenti, troppo occupati a parlare ai loro cellulari per accorgersene.
— Rem Koolhaas, Junkspace, 2001
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The first panacea for a mismanaged nation is inflation of the currency; the second is war. Both bring a temporary prosperity; both bring a permanent ruin. But both are the refuge of political and economic opportunists.
— Ernest Hemingway, “Notes on the Next War: A Serious Topical Letter” , 1935
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Per noi gente comune, Twitter svolge lo stesso ruolo che le copertine dei settimanali rivestono per i pochi esseri che consideriamo straordinari. Il nostro cinguettio garantisce ai meno fortunati una parità di condizioni, riproduce gli splendori della haute couture e li mette a portata delle masse. E’ un cinguettio che mitiga l’umiliazione di chi vorrebbe accedere alle boutique più esclusive ma resta condannato a fare shopping nei negozi sotto casa.
— Zygmunt Bauman, Lettere dal mondo liquido, “D” La Repubblica delle Donne 9 maggio 2009
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Twitter è una vecchia osteria

controsvettole:

e io preferisco tutti i giorni fare un giro su Twitter come se quel caffé sorseggiato mentre leggi il giornale ti desse, oltre che il buon giorno, il senso delle cose

gigi tagliapietra

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What lipstick sales tell you about the economy

Recessions mean that Ferraris stay in showrooms and designer dresses on shop racks, but lipstick bucks the trend: in hard times, women buy more of it, as it is an affordable indulgence. That, at least, is the idea behind the “lipstick index”, a term coined by Leonard Lauder, the chairman of Estée Lauder, a cosmetics firm, in the 2001 recession. In the autumn of that year, lipstick sales in America increased by 11%. Believers in the theory trace the phenomenon back to the Depression, when cosmetic sales increased by 25%, despite the convulsing economy. But reliable historical sales figures are hard to find. Data collected by Kline & Company, a market-research group, show that lipstick sales sometimes increase during times of economic distress, but have also been known to grow during periods of prosperity. In other words, there is no correlation. But that will not stop the hunt for more measures that may reflect economic confidence, or lack of it: the “cufflink index”, anyone?

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…. And cookie-cutter concepts that can be spotted everywhere else on the planet do not create a sense of positive familiarity but rather a weary sense of fatigue that leaves consumers feeling they’ve seen it all before. Indeed they have, which is why they’re not keen on cracking open their wallets.
— Tyler Brulè - Fincial Times
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Il più radicale dei rivoluzionari diventerà un conservatore all’indomani della rivoluzione
— Hannah Arendt
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Da trenta o quarant`anni, non viviamo più nel presente. Pareva inutile fare le cose che servono al presente: leggere libri, studiare, saper scrivere in italiano, francese ed inglese, cercar di osservare e capire ciò che accade fuori di noi (e dentro di noi), vedere il mondo com`è e non secondo le nostre immaginazioni ed illusioni. Avevamo solo il desiderio di inghiottire, degustare, divorare ciò che ancora non esisteva. […]
Senza precisione ed esattezza, non si costruisce niente: nemmeno i sogni, che obbediscono ad una logica più rigida della nostra. La scomparsa del principio di realtà ha fatto declinare l`intelligenza, abolendo le qualità costruttive della nostra mente. Ha moltiplicato una cosa sola: il numero degli sciocchi e dei megalomani.
— Pietro Citati “L’ossessione del progresso e la moltiplicazione degli sciocchi” (via gba)
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Risorse Umane e consulenti

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Global Communication s.r.l. - Alimentari

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